giovedì, Luglio 7, 2022
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MAUTO, sinonimo di storia torinese dell’automobile

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Con la sua ricca collezione, il Museo Nazionale dell’Automobile MAUTO unisce in un ponte ideale lo sviluppo dell’automobile Made in Turin e le storie ad esso collegate, fatte di designer, piloti e innovazione.

La storia del tempio dedicato all’automobile, inaugurato nel 1960 e restituito alla città nel 2011 – dopo un restyling firmato dall’architetto Cino Zucchi e arricchito da installazioni e allestimenti dello scenografo François Confino – nasce nel 1932 sulla riva sinistra del Po da un’idea di due pionieri del motorismo nazionale, Cesare Goria Gatti e Roberto Biscaretti di Ruffia, tra i fondatori della FIAT (poi FCA, oggi parte del gruppo Stellantis). La sezione più antica del museo è dedicata al figlio di Roberto Biscaretti, Carlo, che ha raccolto la primissima collezione di automobili, telai e motori.

Sviluppato su tre piani, oggi il Museo Nazionale dell’Automobile “Avv. Giovanni Agnelli” rappresenta un viaggio tra vetture d’epoca e auto da sogno, in grado di combinare un’impostazione espositiva di rilievo e una funzione educativa, con focus sullo sviluppo del design automobilistico italiano, che in Torino ha trovato la sua ‘culla’. Al suo interno, accompagnati da canzoni degli anni Sessanta e dal rombo dei motori della F1, i visitatori possono ammirare una collezione di oltre 200 vetture originali di 80 marchi diversi.

Approfondimenti multimediali, allestimenti tematici, APP dedicate e proiezioni sono studiate per coinvolgere anche le nuove generazioni. Il museo vanta inoltre uno spazio eventi, un centro congressi, un bookshop, una caffetteria-ristorante, il Centro di Documentazione e un’area dedicata alle mostre temporanee. Un’attenzione particolare è rivolta al tema delle corse, al centro di un’area tematica dell’esposizione permanente, dove sono ospitate auto da corsa e monoposto di F1 dall’inizio del XX secolo a oggi. Tra questi, la Ferrari F310 di Michael Schumacher del 1996, la monoposto Alfa Romeo 179B e la 155 V6, famosa per aver dominato il mondo del DTM.

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