sabato, Maggio 28, 2022
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Il complesso post-industriale del Lingotto

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Torino è una città con due facce: una sabauda, tradizionale, un po’ chiusa, l’altra underground e innovativa, dove classico e contemporaneo convivono e spesso si fondono. Costruito nel 1916 su progetto di Matté Trucco per ospitare lo stabilimento FIAT (poi FCA, oggi parte del gruppo Stellantis), il complesso del Lingotto segna ancora oggi la vita della città.

La trasformazione architettonica della città degli anni Settanta ha gettato le basi per la successiva evoluzione: quella delle nuove, avanguardistiche infrastrutture costruite dagli archistar in occasione delle Olimpiadi invernali del 2006, come il Palasport di Arata Isozaki e Pier Paolo Maggiora, l’Oval di Hok Sport e Studio Zoppini (che ospita ogni anno la rassegna internazionale di arte contemporanea “Artissima”) , il Palavela di Gae Aulenti e Arnaldo De Bernardi, il mercato coperto di Massimiliano Fuksas in piazza della Repubblica, il Polo Universitario per le Facoltà Umanistiche di Norman Foster o la nuova Stazione di Porta Susa del Gruppo Arep.

Il complesso polifunzionale del Lingotto, nel quartiere Nizza Mirafiori, è un simbolo del passato industriale di Torino, riconvertito dall’archistar Renzo Piano negli anni ‘80. Sul tetto dello stabilimento, dove si trovava la pista di prova delle automobili, Renzo Piano ha progettato una sorta di “scrigno”, un’affascinante struttura sospesa. All’interno, è aperta al pubblico in via permanente la collezione di opere d’arte appartenute a Giovanni Agnelli, storico presidente della FIAT, e a sua moglie Marella. Nella Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli si possono ammirare una raccolta unica in Italia di sette tele di Matisse, un dipinto di Balla del 1913 sul tema della velocità dell’automobile, capolavori di Severini, Modigliani e Tiepolo. Ma anche Canaletto, Bellotto, Picasso, Renoir, Manet e Canova. La Pinacoteca ospita regolarmente esposizioni temporanee e una sala di consultazione dedicata al tema del collezionismo.

La concezione avveniristica del progetto di Piano si integra perfettamente con la struttura originale della vecchia fabbrica, anch’essa innovativa per i tempi, stabilendo un interessante dialogo tra il paesaggio urbano e quello paesaggistico, con le Alpi che si stagliano all’orizzonte. La pista di prova sul tetto offre una vista mozzafiato sulla città e conduce alla suggestiva “Bolla”, un edificio a forma di bolla in vetro e acciaio dalle linee avveniristiche.
Adiacenti al complesso sorgono gli ex stabilimenti della Carpano, ora occupati dal grande mercato del gusto “Eataly” e, a poca distanza, il nuovo green retail park Green Pea (inaugurato alla fine del 2020).

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