sabato, Maggio 28, 2022
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Villa Romana del Casale, la dimora dei mosaici

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Imponente e lussuosa, grazie ai suoi meravigliosi mosaici la Villa Romana del Casale può essere considerata uno dei modelli più significativi di dimora di rappresentanza tardo romana del mondo.

Nel cuore della parte centro-orientale della Sicilia, in provincia di Enna, sorge la città d’arte di Piazza Armerina, nota anche come “città delle 100 chiese” per la sua elevata quantità di chiese e cattedrali. Una città caratterizzata da un patrimonio archeologico, storico, artistico e naturale invidiabile. Nonostante il suo centro storico barocco e normanno di rara bellezza, Piazza Almerina è però passata alla storia per la presenza della Villa Romana del Casale, un edificio abitativo tardo-antico – dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 1997 – e considerato una delle più importanti testimonianze dell’Occidente romano. Sarà praticamente impossibile non notarla, considerata la grandezza del parco archeologico che la ospita, che si estende su una superficie di oltre 3500 mq.

Tuttavia, nonostante le dimensioni considerevoli, ciò che più stupisce sono la particolarità della planimetria della villa, oltre alla bellezza dei suoi elementi architettonici e dei ricchi mosaici, ancora perfettamente conservati. Un’importante campagna di scavo condotta verso la metà del Novecento portò infatti alla luce pavimentazioni a mosaico figurativo e in stile geometrico, oltre a colonne, statue, capitelli e monete. I mosaici raffigurano scene di vita quotidiana, tra cui giochi, battute di caccia – protagoniste di un intero corridoio -, ma anche raffigurazioni di animali ed avvenimenti mitologici.

L’ingresso monumentale con cortile a ferro di cavallo, il corpo centrale costruito intorno ad una corte con giardino, la grande sala con tre absidi e il complesso termale che compongono i resti della villa sono interamente visitabili. Tra gli elementi da non perdere durante una visita ci sono i curiosi mosaici dell’ala sud noti come “Ragazze in bikini”, raffiguranti dieci ragazze intente in gare ginniche in onore di Teti, la dea del mare, abbigliate con vesti dalla modernità disarmante.

Nonostante il nome del proprietario della villa resti avvolto dal mistero, si pensa che l’edificio sia stato costruito intorno al IV secolo d.C per volere di un alto esponente dell’aristocrazia senatoria romana, forse un governatore di Roma. Secondo altri studiosi la residenza tardo antica fu invece costruita o ampliata su diretta committenza imperiale. Ciò che è però certa è l’appartenenza del proprietario della villa alla classe nobiliare; sono infatti proprio i mosaici a fungere da testimoni del lusso romano nel periodo tardo imperiale e delle abitudini della classe dominante dell’epoca.

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