sabato, Luglio 31, 2021
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La Civita: il Duomo e i grandi palazzi nobiliari

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La Civita è il cuore antico di Matera, la prima zona a essere stata “modellata” nella roccia dagli uomini primitivi che decisero di installarsi qui.

Per le sue caratteristiche morfologiche, la Civita può essere considerata una sorta di fortezza naturale, aggrappata ad un altipiano circondato dal canyon e da altri profondi strapiombi.  Essa si estende fino a piazza Duomo, in un perimetro un tempo delimitato dalle mura romane, a protezione delle famiglie nobili della città, che a partire dal medioevo, costruirono qui le loro sfarzose abitazioni.

Molti di questi palazzi nobiliari pomposi e grandemente decorati con affreschi e sculture di eccezionale fattura, continuano a svolgere la loro funzione originaria, come il Palazzo Arcivescovile e gli altri legati alla Curia, altri sono stati oggetto di interventi di restauro conservativo e sono oggi sede di musei, strutture ricettive, ristoranti o gallerie d’arte. Tra questi, palazzo Gattini, palazzo Viceconte, oggi un hotel di lusso dalla cui terrazza si gode di uno dei panorami più belli sui Sassi e sul Parco della Murgia Materana. E poi Palazzo Bernardini, (ex palazzo Ferraù) costruito nel 1448, che conserva gran parte degli arredi datati tra la fine del 1700 ed il 1802 e degli elementi decorativi originali e include un salone delle feste magnificamente affrescato.

Cuore della Civita è l’imponente Duomo in stile romanico-pugliese, costruito tra il 1230 e il 1270. La splendida Cattedrale di Matera è intitolata ai due Santi Patroni della città: Sant’Eustachio e la Madonna della Bruna. A differenza dell’interno, che nel corso dei secoli ha subìto varie trasformazioni, l’esterno conserva quasi intatta la sua forma originaria, dominata da un bel portale d’ingresso sormontato dalla statua della Madonna della Bruna, con un rosone centrale sovrastato da San Michele Arcangelo intento a schiacciare il drago. L’interno del Duomo è un vero e proprio scrigno di tesori, molti dei quali continuano magicamente ad affiorare dopo ogni intervento di restauro. Nel 2003, per esempio, quando a seguito di una serie di crolli nelle due navate laterali è stato necessario un nuovo intervento di recupero, sono state riportate alla luce due cappelle riccamente affrescate che facevano parte, molto probabilmente, del cimitero del preesistente monastero benedettino di Sant’Eustachio. Nella stessa cappella è inoltre conservato un eccezionale presepe in pietra realizzato nel 1534.

Nella cattedrale sono conservati dipinti di meravigliosa fattura, tra cui l’affresco bizantino risalente al 1270 raffigurante la Madonna della Bruna e il prestigioso ciclo di affreschi del “Giudizio Universale”, risalente alla fine del XIII secolo. Anch’esso emerso durante alcuni lavori di restauro, è l’unico esempio superstite della decorazione pittorica medioevale originaria della Cattedrale.

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