sabato, Maggio 28, 2022
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Sulle tracce dei Medici a Firenze

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È la famiglia a cui si deve la nascita del Rinascimento fiorentino. Banchieri e abili uomini politici, misero la propria ricchezza e il proprio potere al servizio del mecenatismo e dell’arte, lasciando tracce ovunque in città, tanto che ancora oggi, è impossibile camminare per Firenze senza imbattersi nelle loro vestigia.

La casata dei Medici è un’antica famiglia fiorentina, protagonista di centrale importanza nella storia d’Italia e d’Europa dal XV al XVIII secolo. Ovunque andrete a Firenze, vi imbatterete in qualche modo nelle (imponenti!) tracce da loro lasciate nel corso dei secoli. Ma chi erano esattamente questi famosi Medici, quali monumenti in città sono stati da loro eretti, in quali palazzi hanno vissuto, di quali artisti sono stati mecenati e committenti?

I Medici furono grandi mecenati delle arti e delle lettere, soprattutto Cosimo e suo nipote Lorenzo il Magnifico e fu proprio grazie al loro costante contributo che Firenze divenne motore propulsivo del Rinascimento. La famiglia diede i Natali a ben tre pontefici, Leone X, Clemente VII e Leone XI e a due regine di Francia, Caterina e Maria. Tranne qualche interruzione di breve durata, il potere mediceo durò dal 1434, con la signoria di Cosimo il Vecchio, al 1737, con la morte di Gian Gastone, ultimo granduca. La sorella di Gian Gastone, Anna Maria Luisa de’ Medici, conosciuta come “Elettrice Palatina”, ultima del ramo granducale, stipulò il Patto di famiglia con gli Asburgo-Lorena, lasciando in testamento alla città di Firenze l’immenso patrimonio artistico mediceo.

Le dimore dei Medici. La prima dimora fiorentina fu l’attuale Palazzo Medici Riccardi. Qui vissero Cosimo il Vecchio e Lorenzo il Magnifico e lavorarono artisti come Donatello, Michelangelo, Paolo Uccello, Benozzo Gozzoli e Botticelli. Affrescata da Benozzo Gozzoli, allievo di Beato Angelico, la Cappella dei Magi, situata al piano nobile, è il vero gioiello dell’edifico. Per le sue dimensioni ridotte l’ingresso alla Cappella è limitato a gruppi di massimo 15 persone per volta.

Proseguiamo quindi verso Piazza Della Signoria, per visitare quella che fu la seconda “casa” fiorentina dei Medici: l’attuale Palazzo Vecchio, un edificio trecentesco. Nel 1555 i lavori di ristrutturazione del palazzo furono affidati al più famoso architetto e pittore del tempo: Giorgio Vasari. Fu incaricato di restaurare anche l’imponente Salone dei Cinquecento, costruito nel 1494 per fungere da sede del Consiglio maggiore.

Da Palazzo Vecchio, una breve passeggiata lungo l’Arno, attraversando il celeberrimo Ponte Vecchio, ci porta nella zona di Oltrarno (letteralmente di là dal fiume Arno), alla terza e ultima residenza della famiglia Medici: Palazzo Pitti. Situato nell’omonima piazza, fu costruito dalla famiglia Pitti nel 1400. Oggi è la sede del Tesoro dei Granduchi, della Galleria Palatina e Appartamenti Reali e Imperiali, della Galleria d’Arte Moderna e del Museo della Moda e del Costume, tutti visitabili con un solo biglietto cumulativo.

Sempre a Cosimo I si deve la creazione del Giardino di Boboli, situato alle spalle del palazzo. Giardino e Palazzo si svilupparono nei tre secoli successivi in un serrato dialogo tra arte e natura, che portò Boboli a divenire il modello di giardino all’italiana utilizzato per le regge di tutta Europa. E’ possibile accedere ai Giardini di Boboli con un biglietto singolo che comprende anche l’ingresso al Giardino di Villa Bardini.

Ovviamente numerosi edifici religiosi fiorentini sono indissolubilmente legati alla storia della famiglia Medici. Prima fra tutte la Basilica di San Lorenzo, luogo di sepoltura della famiglia Medici. Le Cappelle Medicee sono oggi un museo statale aperto al pubblico, al quale si accede dal retro della basilica. Altro edificio legato alla famiglia è la Cattedrale di Santa Maria del Fiore, il Duomo di Firenze. Fu Cosimo il Vecchio a dare a Filippo Brunelleschi l’incarico di costruire la cupola del Duomo, che sarà poi affrescata anni dopo, dal suo discendente, il granduca Cosimo I, il quale scelse personalmente il tema del Giudizio Universale, realizzato in parte da Giorgio Vasari.

La Galleria degli Uffizi è tra i complessi museali più visitato al mondo: qui è raccolta qui la più cospicua collezione esistente di Raffaello e Botticelli, oltre a opere di Giotto, Tiziano, Caravaggio, Dürer, Rubens e tanti altri. I lavori di costruzione furono affidati a Giorgio Vasari che già si stava occupando del cantiere dell’adiacente Palazzo Vecchio e sempre al Vasari il Duca affidò la costruzione di una sorta di passaggio segreto soprelevato che univa Palazzo Vecchio e Palazzo Pitti, nuova residenza della dinastia Medici: è il cosiddetto Corridoio Vasariano, che attraversa la Galleria degli Uffizi, costeggia l’Arno fino al Ponte Vecchio, per proseguire poi sull’altra sponda del fiume, e raggiungere, dopo circa un chilometro, le sue due uscite, una nel Giardino di Boboli e l’altra a Palazzo Pitti. Purtroppo, al momento il Corridoio è chiuso al pubblico per ristrutturazione, tranne che per eventi o visite private.

Il nostro percorso nella Firenze dei Medici finisce in Piazza Santissima Annunziata, dominata dal monumento equestre di Ferdinando de’ Medici, figlio di Cosimo I. Opera tarda del Giambologna, rappresenta il coronamento del sogno del Granduca di venire ricordato per le sue imprese al pari del padre Cosimo I, al quale aveva fatto dedicare alcuni decenni prima un’analoga statua, sempre del Giambologna, in Piazza della Signoria. Anche se elencarle tutte impossibile, sparse per la città ci sono in realtà altre centinaia di vestigia della famiglia Medici meritevoli di una visita, come, per esempio il bel Palazzo Ramirez de Montalvo, in Borgo degli Albizi, che ospitò Antonio Ramirez de Montalvo, coppiere di Cosimo I (il coppiere aveva l’importante compito di servire le bevande, assicurandosi che non fossero avvelenate) e che si distingue per la preziosa decorazione della facciata.

All’interno del cinquecentesco palazzo di Sforza Almeni, si trova il Museo de’ Medici, prima sede espositiva interamente dedicata alla storia del casato. Il museo coniuga elementi reali e virtuali, e racconta la storia della famiglia attraverso sale tematiche, mostre temporanee, eventi, una libreria specializzata, incontri, presentazioni editoriali e conferenze.

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