giovedì, Agosto 18, 2022
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Tutti i segreti dei vini rosé

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C'era una volta un vino dal colore rosato, costretto a vivere la sua esistenza nell'ombra, essendo considerato il prodotto di un "Bacco minore", poiché non era né bianco né rosso.

Tutti i più nobili esperti di vino lo snobbavano, perché non volevano dedicare la loro attenzione ad un prodotto con un’immagine di scarsa qualità. Poi avvenne il miracolo; questo vino “Cenerentola” si mise il suo vestito migliore, con le sue molte sfumature di rosa, conquistando il Principe. Da quel momento tutto è cambiato: il vino rosé è uscito dall’ombra e si è rifatto il look, diventando un protagonista dell’enologia mondiale. Il boom del vino rosé è iniziato in Provenza (Francia) e il suo coronamento è stato un recente record all’asta con la vendita di una bottiglia magnum “Muse Miraval“, prodotta dall’omonimo Chateau di proprietà di Angelina Jolie e Brad Pitt, per 2.600 euro. Tanto di cappello! Il rosé sta diventando un fenomeno anche in Italia, perché si adatta perfettamente allo stile di vita italiano: perfetto per un aperitivo con il tramonto sul viso, un appuntamento romantico in cui il colore rosa funge da buon auspicio, una serata estiva con gli amici… insomma, espressione di vitalità e della moderna “dolce vita”, con i suoi colori, profumi e sapori.

Basta indagare il profilo organolettico del rosé per capire come mai “il buon umore, la spensieratezza e l’attrazione della stagione estiva” si combinano idealmente con il nostro vino. Il colore ci cattura immediatamente, appena versato nel bicchiere, con le sue innumerevoli sfumature di colore: dal rosa tenue al chiaretto, dal rosso ciliegia al corallo, fino a raggiungere un rosa intenso. Il naso, poi, esprime un bouquet che spesso sprigiona note floreali e fruttate, a volte minerali, balsamiche e speziate, mentre il gusto è fresco ed equilibrato, leggermente tannico e con un’acidità simile a quella dei vini bianchi.

Con queste caratteristiche il vino rosé si abbina perfettamente a molti piatti della tradizione italiana, come antipasti di pesce, risotti e primi piatti, piatti vegetariani, carni bianche e secondi di pesce, ma anche torte salate e pizza (senza dimenticare, però, che il matrimonio perfetto va sempre valutato in base agli ingredienti del piatto interessato). Ma come si produce un vino rosé fermo? Innanzitutto, è il prodotto del viticoltore che lo ha creato, il riflesso indissolubile di vitigno, territorio e scelte di cantina.

Il rosé è prodotto con uve a bacca rossa e si ottiene con la macerazione del mosto con le bucce per un tempo variabile, che è quello che definisce il suo colore più o meno intenso. Non è il risultato dell’unione di vino rosso e bianco, tecnica vietata dalla legge ad eccezione dei vini rosati frizzanti. La sua gradazione alcolica è spesso modesta (tra il 12 e il 13,5% alc.), la sua temperatura di servizio è di 10-14°C, e va consumato giovane: gli esperti di vino raccomandano di stappare la bottiglia entro 4 anni dalla vendemmia.

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