LOMBARDIA NEL BICCHIERE… sulle tracce dei 5 vini DOCG

State visitando Milano e non avete mai pensato all'importanza della Lombardia come una delle 20 regioni vinicole italiane? La Lombardia offre un patrimonio di denominazioni prestigiose: 5 DOCG, 23 DOC e 15 IGT... per chi non le conosce, vale la pena di scoprire questi tesori nascosti.

  • DEGUSTAZIONE DI 5 VINI DOCG DELLA LOMBARDIA
  • ALLA SCOPERTA DELLE TRADIZIONI VINICOLE
  • GLI SPUMANTI METODO CLASSICO DELLA LOMBARDIA
  • VINI ROSSI DA DESSERT E VINI ROSSI CON UVE APPASSITE
  • FRANCIACORTA - OLTREPO-PAVESE - VALTELLINA SUPERIORE E SFORZATO - MOSCATO DI SCANZO

Quando si pensa alla Lombardia non la si associa immediatamente al vino, ma forse alla moda, al mobile, a fiere e congressi e servizi. Eppure in questa regione insistono importanti aree vitivinicole e una notevole varietà di uve e condizioni climatiche distintive.

 

Le 5 DOCG lombarde si trovano in queste zone:

Franciacorta, nella provincia di Brescia fino al Lago d’Iseo, è la zona dove gli spumanti “metodo classico"  la fanno da padroni. Le uve utilizzate sono il Pinot Nero, il Pinot Bianco, lo Chardonnay e l'Erbamat. Qui si coltiva uva dal XIII secolo, quando era appunto “corte franca”, libera dal pagamento dei dazi. E di bollicine si parla dal XVI secolo. La prima bottiglia di Spumante Franciacorta nasce nel 1961 nella cantina “Guido Berlucchi”.

 

L’Oltrepò Pavese è comunque la patria di altre pregiate bollicine DOCG, sempre “Metodo Classico”, dalla fine dell’Ottocento. Nella DOCG si vinifica il Pinot Nero (una delle uve locali più diffuse), ma anche, lo Chardonnay, il Pinot Bianco e il Pinot Grigio. 

 

Nella provincia di Sondrio si trova la Valtellina con le sue DOCG Valtellina Superiore e Sforzato. Il Valtellina Superiore è suddivviso nelle sottozone Sassella, Grumello, Inferno, Valgella e Maroggia, questi luoghi ospitano da secoli la coltivazione di uva che pare sia stata introdotta dalle antiche popolazioni celto-liguri. Il vino attuale nasce da uve di Nebbiolo, che da queste parti si chiama Chiavennasca. Rinomato anche lo Sfursat come viene anche chiamato lo Sforzato, che prende il nome dalla lavorazione e dalla selezione dell’uva di Chiavennasca raccolta da vigne alle pendici delle montagne e appassita sui graticci. Nascono vini che ricchiedono un piatto altrettanto strutturato oppure spesso vengono considerato anche come un "vino da meditazione" passito secco.

 

Alla fine c'è la DOCG più piccola d'Italia con il Moscato di Scanzo (DOCG passito), vitigno autoctono coltivato esclusivamente nel territorio che circonda il Comune di Scanzorosciate (Bergamo). Qui si produce uno tra i vini più antichi d’Italia, conosciuto sin dal Medioevo, un vero gioiello della viticoltura lombarda.

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